Le codifiche di linea appartengono al Livello 1 (Fisico) dello stack OSI e hanno il compito di convertire i dati binari in segnali fisici (elettrici o ottici). La scelta della codifica determina l'efficienza nell'uso della banda e la stabilità della sincronizzazione tra i dispositivi.
La codifica NRZ è una delle tecniche più semplici: il segnale mantiene un livello di tensione costante per tutta la durata del bit. Nella variante NRZ-L (Level), il valore logico 1 è rappresentato da una tensione alta (es. $+5V$) e lo 0 da una tensione bassa (es. $0V$ o $-5V$).
La codifica Manchester è stata la soluzione adottata dallo standard IEEE 802.3 per le prime versioni di Ethernet (come la 10Base-T a 10 Mbps). In questo contesto, l'informazione non è legata al livello di tensione, ma alla transizione che avviene obbligatoriamente a metà di ogni intervallo di bit.
Secondo l'implementazione descritta in IEEE 802.3:
L'adozione della Manchester da parte dello standard Ethernet è dovuta a due fattori principali:
Il compromesso della banda: Il principale svantaggio è lo "spreco" di frequenza. Per trasmettere un bit, il segnale deve cambiare stato due volte, richiedendo una larghezza di banda doppia rispetto alla NRZ. Per questo motivo, con l'evoluzione di Ethernet verso velocità superiori (100 Mbps e oltre), lo standard 802.3 ha abbandonato la Manchester a favore di codifiche più complesse ed efficienti (come MLT-3).
| Caratteristica | NRZ (Non-Return-to-Zero) | Manchester (IEEE 802.3 - 10 Mbps) |
|---|---|---|
| Metodo | Livello di tensione fisso | Transizione a metà intervallo |
| Sincronizzazione | Difficile su lunghe sequenze | Automatica (Self-clocking) |
| Banda occupata | Minima (Efficienza elevata) | Doppia (Efficienza ridotta) |
| Applicazione | Bus locali, memorie | Ethernet classico (10Base-T) |