Testi trattati dell’autore

Vita

Infanzia e giovinezza: il trauma familiare

Fëdor Dostoevskij nasce a Mosca nel 1821. La sua infanzia è segnata da un'esistenza difficile e da gravi dolori familiari: la madre muore quando lui è ancora giovane, lasciandolo con un padre medico e proprietario terriero dal carattere estremamente autoritario.

Il rapporto con il padre e la sua morte rappresentano un punto di svolta drammatico nella psiche dell'autore. Il padre viene infatti ucciso da tre dei suoi stessi contadini (servi della gleba), esasperati dalla sua crudeltà. Questo evento, legato al parricidio e alla violenza di classe, segnerà profondamente la coscienza di Dostoevskij. Dopo aver studiato ingegneria e aver tentato la carriera militare, Dostoevskij decide di abbandonare tutto per dedicarsi alla sua vera passione: la letteratura.

L'esordio "socialista" e la condanna a morte

In questa fase giovanile, l'autore abbraccia un'ideologia vicina al socialismo.

Tuttavia, le sue idee progressiste attirano l'attenzione della censura zarista. Nel 1849 viene arrestato e condannato a morte. Dostoevskij vive il trauma della "finta esecuzione": viene portato sul patibolo, ma all'ultimo momento la pena viene commutata in anni di lavori forzati in un Gulag siberiano. L'autore stesso dirà in seguito che quell'esperienza fu talmente devastante da fargli quasi preferire la morte immediata.

Il ritorno: la svolta reazionaria e il vizio del gioco

Dopo quattro anni di prigionia in Siberia, gli vengono reintegrati i diritti civili. Nel 1859 si trasferisce a San Pietroburgo. L'esperienza del bagno penale e il contatto con i criminali comuni trasformano radicalmente il suo pensiero (in modo simile, ma opposto, a quanto accade a Tolstoj).

Dostoevskij abbandona le idee socialiste e occidentali per diventare un fervente panslavista e conservatore. Inizia a propagandare la necessità di un ritorno al Cristianesimo ortodosso autentico come unica via di salvezza per la Russia. La sua vita privata, tuttavia, rimane caotica: cade vittima della dipendenza dal gioco d'azzardo, accumulando ingenti debiti. Si sposa, ma subisce nuovi lutti con la morte della moglie e del fratello (anch'egli slavofilo).

Gli ultimi anni e la morte

Nonostante le difficoltà economiche e personali, la sua fama cresce, tanto che nel 1878 entra a far parte dell'Accademia delle Scienze di Mosca per la sua notorietà. La sua salute è però minata dalla tisi. Muore nel 1881 a San Pietroburgo.

Poetica

L'evoluzione ideologica: dal socialismo al panslavismo

La visione del mondo di Dostoevskij subisce una trasformazione radicale nel corso della sua vita, segnata indelebilmente dall'esperienza della condanna a morte e del bagno penale in Siberia.

Il realismo psicologico e il "sottosuolo"

Dostoevskij intende analizzare la società con realismo, ma il suo approccio si distacca dal naturalismo francese che descriveva solo l'esteriorità. Egli sviluppa una visione tragica e psicologica della vita.