Vita

Nato a Napoli il 16 gennaio 1861, visse prevalentemente a Catania, dove studio all'Istituto tecnico; si dedicò quindi al giornalismo.

L'elaborazione della sua poetica fu sicuramente influenzata dai maestri del verismo.

Anch'egli dimorò per qualche tempo a Firenze, poi dal 1890 a Milano e dal 1908 a Roma: ebbe quindi l'opportunità di dibattere e approfondire temi e prospettive d'avanguardia negli ambienti più innovativi d'Italia.

Tornato definitivamente a Catania per assistervi la madre inferma, vi morì il 26 luglio 1927.

Poetica

La poetica di Federico De Roberto parte dal Verismo, ma si concentra sull'analisi psicologica dell'aristocrazia siciliana (a differenza di Verga, che guardava agli umili).

Il suo obiettivo è indagare la "scienza del cuore", ovvero l'egoismo, la corruzione morale e i sentimenti che muovono le classi dirigenti.

Il tema centrale del suo capolavoro, I Viceré, è il "Gattopardismo": De Roberto mostra come la nobiltà si adatti ai grandi cambiamenti politici (come l'Unità d'Italia) solo per mantenere intatto il proprio potere.

La sua filosofia è riassunta nella famosa frase del romanzo: "La nostra razza è sempre la stessa".

Prime opere

Arabeschi

Esordisce nel 1883 con l’opera Arabeschi, una raccolta di saggi e scritti critici basati sul naturalismo e sul verismo, dove mostra autonomia e ansia di rinnovamento.

La sorte

La sua prima opera verista è La sorte del 1887, una raccolta di novelle veriste che passano crudamente in rassegna personaggi di ogni estrazione sociale. A differenza di Verga, De Roberto non dirige la sua attenzione verso i popolani, ma piuttosto verso i nobili.

Ermanno Raeli

Dopo aver scritto novelle, De Roberto passa al romanzo con Ermanno Raeli (1889), un’opera piuttosto tradizionale che parte da basi naturalistiche per arrivare a un racconto molto autobiografico. La storia oscilla tra confessione e narrazione, mescolando uno stile energico con una ricerca di rigore e precisione di chiara ispirazione positivista.

Documenti umani, L’albero della scienza e Processi verbali

Tra il 1888 e il 1890 De Roberto pubblica tre raccolte di novelle: Documenti umani, una serie di racconti che analizzano la psicologia dell’alta borghesia; L’albero della scienza e Processi verbali, due raccolte opposte per stile e intenzioni, che esplorano sia la scrittura psicologica sia quella verista. In questi libri si nota già, fin dai titoli, un allontanamento dalle forme naturalistiche.

Già nelle sue prime opere, notiamo le caratteristiche dell’autore, ovvero: i personaggi hanno poche caratteristiche, il linguaggio è asciutto e dettagliato e utilizza un dialogo veloce quasi teatrale.