Si sposa con la duchessa Hardouin con lo scopo di rendere la sua vita un opera d’arte, seguendo gli ideali dell’estetismo, pensava di innalzare il suo tenore di vita alle sue ambizioni ma finì comunque per indebitarsi
Per lavorare, trascorre lunghi periodi nel convento del pittore Franceso Paolo Michetti
Nella sua vita seppe fare di se stesso un idolo del proprio “vivere inimitabile” il modello più imitato, divenendo un vero divo letterario e un seduttore delle moltitudini
D’Annunzio non era molto fedele con le donne, infatti rompe il suo matrimonio per Intraprende una relazione amorosa con Gravina con cui ebbe due figli
Successivamente si innamorò di Eleonora Duse con il quale si trasferì nella villa “La Capponcina” dove visse come un principe
Si innamorò nuovamente di un’altra donna ma fu costretto poi a scappare in Francia pieno di debiti.
Nel 1915 partecipò da interventista alle “radiose giornate di maggio”
Tra le sue imprese belliche si ricordano la beffa di Buccari e il volo su Vienna.
Finita la guerra, d'Annunzio sostenne con forza l'annessione dell'Istria e della Dalmazia all'Italia.
Convinto della “vittoria mutilata” decise nel 1919 di prendere la città di Fiume instaurando la Reggenza Italiana del Carnaro. Tuttavia fu costretto a ritirarsi dopo il trattato di Rapallo.
Si ritirò quindi nella villa Cargnacco, sul lago di Garda, che trasformò nel “Vittoriale degli italiani”
Sebbene ci fossero gli stessi ideali d’Annunzio era una figura ingombrante per Mussoli, per questo motivo lo riempì di onori, favori e vitalizi.
D’Annunzio firmò il manifesto degli intellettuali fascisti ma non prese mai la tessera del partito in quanto non approvò l’alleanza con Hitler, che definiva un “pagliaccio feroce”
D’Annunzio segue il decadentismo e crea il mito del “vivere inimitabile”
Ha un unico obbiettivo: trasformare la propria vita in un’opera d’arte
È ossessionato dal culto della bellezza, ricerca sensazioni forti, spesso artificiali, allontanandosi dalla realtà normale
Stanco degli eccessi e delle troppe sensazioni, l’autore ha un momento di crisi e cerca la purezza
Influenzato dal Simbolismo, passa alla poetica della “bontà” dove usa un linguaggio più semplice e quotidiano e rifiuta la donna fatale per tornare ai valori semplici come gli affetti familiari.