Vita

Poetica

Ambienta tutte le sue storie in Sardegna che, sempre presente e a cui fa fedeltà, viene rappresentata in modo preistorico e rudimentale.

Ha un realismo simbolico, quasi mitico.

Deledda inizialmente scrive testi romantici per poi allontanarsi dal verismo e avvicinarsi al decadentismo, dopo aver letto gli autori russi come Lev Tolstoj e Fëdor Dostoevskij (da Tolstoj prende la narrativa vicina al vero e la carica umanitaria). Un altro modello che segue è la Bibbia.

Un senso di fatalità unisce tutte le sue opere: nella gran parte di queste viene commesso un errore e vi è la relativa punizione.

Opere

Canne al vento

Nel 1913 scrive Canne al vento la storia del servo Efix che è innamorato della sua padroncina della famiglia di Don Pintor.

Trama

Don Pintor ha quattro figlie: Lia, Ruth, Ester e Noemi. Lia vuole fuggire dalla Sardegna, Efix l’aiuta per amore, andando in contrasto con Pintor. In una lite per errore il servo ucciderà Don Pintor. Lia morirà poi a Roma. Efix preso dal senso di colpa decide di dedicarsi ad aiutare le altre tre sorelle. Ad un punto appare il figlio di Lia, Giacinto, che va a vivere dalle tre zie e ha una relazione incestuosa con Noemi. Giacinto si intriga anche di una ragazza del villaggio e perde un sacco di soldi delle zie giocando d’azzardo. Pieno di debiti, prova a scappare, lasciando i problemi alle zie, ma viene fermato da Efix. Questo vuole sistemarlo con la ragazza del villaggio e Noemi con Don Predu (che era disposto a pagare i debiti della famiglia). Riesce nell’impresa e sistema l’economia della famiglia. Fa poi un viaggio di espiazione, pensando al fatto di essere riuscito a farsi perdonare. Il giorno del matrimonio di Noemi morirà in pace.

Stile