Sviluppa una poetica caratterizzata da un’analisi lucida e distaccata dei problemi del suo tempo
Flaubert aveva un disgusto profondo per la società borghese a lui contemporanea, detestava la società industriale, il conformismo e la volgarità della mentalità borghese, che vedeva come il trionfo della mediocrità.
Proprio a causa di questo disprezzo era convinto che trattare la tematica borghese, come fece in Madame Bovary, non potesse portare altro che risultati modesti, nonostante lo sforzo stilistico che vi dedicava
Per sfuggire alla banalità del presente che tanto disprezzava Flaubert adotta due principali strategie
asciutto, preciso e di impeccabile perfezione formale che diventa lo strumento per prendere le distanze dalla mediocrità della borghesia e dai suoi luoghi comuni.
Flaubert sosteneva che l’autore dovesse essere come Dio cioè sempre presente ma invisibile e allo stesso modo anche il narratore non deve mai intervenire con giudizi o commenti, ma lasciare che i fatti e i personaggi parlino da soli, garantendo un’oggettività quasi scientifica
la sua ricerca stilistica era ossessiva, dedicava un’enorme cura alla scelta di ogni singola parola, cercando l’unico termine in grado di esprimere con esattezza l’idea senza sbavature o imprecisioni. Questo processo (che lui chiamava “sgolarsi” perché leggeva le frasi ad alta voce per testarne il suono) mirava a raggiungere una prosa perfetta e ritmica.
più che sugli eventi esterni il suo realismo si concentra sulla psicologia dei personaggi, analizzando i loro desideri, le loro frustrazioni e la loro stupidità