Dal naturalismo trae il determinismo
Nelle sue opere il punto di vista è soggettivo e distorto
Il narratore non è onnisciente
Utilizza gli studi di Freud sulla psicoanalisi in La coscienza di Zeno, considera i suoi studi inutili a livello medico ma funzionanti per la scrittura dei personaggi
Utilizza la teoria del più forte nei suoi primi due romanzi (come Verga), in cui il più forte (lottatore) vince sul più debole (contemplatore)
Secondo la sua teoria chi perde nella selezione naturale viene considerato “inetto”
Segue l’idea di Schopenhauer secondo cui ciò che appare è diverso da ciò che è realmente e sono separate da un Velo di Maya, spezzabile solo grazie alla conoscenza
Schopenhauer crede che tutti noi viviamo in una lotta costante per la sopravvivenza ed esistono due tipi di persone:
Fra i due vince il lottatore, per questo è convinto che viviamo in un mondo dominato dal dolore con piccoli lampi di felicità
Considera la volontà di vivere come negativa ma nega il suicidio in quanto è un atto di volontà
Secondo lui i sentimenti sono solo illusioni date dall’istinto di sopravvivenza
Per esempio l’amore è solo desiderio di riproduzione, l’unico amore vero è l’amore disinteressato con il quale due persone sono unite grazie alla compassione e quindi alla conoscenza dello stesso dolore
L’unico modo per non soffrire nella vita è l’ascesi, cioè il distacco dalla vita, dai desideri e dai bisogni