Luigi Capuana nasce nel 1839 a Mineo, in provincia di Catania.
Si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Catania, ma abbandona gli studi per dedicarsi alla letteratura e al giornalismo.
Nel 1864 si trasferisce a Firenze, dove lavora come critico d'arte e letterario. Si avvicina anche al teatro francese contemporaneo.
Nel 1868 torna a Mineo, interrompendo temporaneamente la produzione letteraria.
Nel 1877 si sposta a Milano, dove conosce Giovanni Verga e collabora con il "Corriere della Sera".
Nel 1882 si trasferisce a Roma, diventando direttore del "Fanfulla della domenica".
Torna poi a Catania, dove diventa professore di lessicografia e stilistica presso l'università.
Muore nel 1915.
Capuana è considerato uno dei principali teorici del Verismo italiano, insieme a Giovanni Verga. Si cimenta in diversi generi: romanzi, novelle, saggi e critica.
Per Capuana il romanzo deve analizzare la società, non trasmettere messaggi morali. Rifiuta il romanzo storico e propone una rappresentazione oggettiva e scientifica della realtà, ispirata al metodo sperimentale e al naturalismo francese di Zola.
Nei suoi scritti emerge un forte interesse per le tradizioni popolari siciliane, il folklore e lo spiritismo — come in Il marchese di Roccaverdina (1901).