Vita

Italo Svevo nasce a Trieste nel 1861. Il suo vero nome è Aaron Hector Schmitz ma si fa chiamare Italo Svevo (Italo sta per Italia e Svevo sta per Svevia, ossia la Germania), nome che rappresenta la sua duplice identità culturale vivendo a Trieste, punto di incontro tra la cultura italiana e tedesca, sotto il dominio austro-ungarico.

A 13 anni si reca a studiare in Baviera, ed ha quindi occasione di studiare autori tedeschi in lingua originale, come Schopenhauer, dal quale prenderà ispirazione per opere future. Lavora alla Unionbank di Trieste fino al 1891. Si sposa con Livia Veneziani e inizia a lavorare nella fabbrica di vernici nautiche del suocero come dirigente. Grazie a questo lavoro conoscerà il poeta Montale.

Svevo scrisse piccoli saggi e 3 romanzi: *Una vita* (pubblicato e autofinanziato da Svevo), Senilità e *La coscienza di Zeno (1923)*. I primi due romanzi non fecero successo. Voleva smettere di scrivere ma grazie al suo terzo romanzo divenne una celebrità nel 1924.

Dopo aver conosciuto il suo insegnante di inglese James Joyce, studiò la lingua tra il 1906 e il 1915 e scrisse La coscienza di Zeno.

Nel 1928 muore a Motta di Livenza a causa di un incidente stradale.

Poetica

Svevo porta innovazione superando il romanzo naturalista durante la crisi della Mitteleuropa (Europa centrale/tedesca). Dal naturalismo trae il determinismo, ma distrugge i capisaldi naturalisti:

Nelle sue produzioni prese ispirazione da diversi modelli:

Freud (psicoanalisi)

Darwin (teoria del più forte)

Schopenhauer (ciò che appare è diverso da ciò che è)

Opere

L’assassinio di via Belpoggio

Una vita

Senilità

La Coscienza di Zeno

Corto viaggio sentimentale