Vita

Formazione: Dalla Sicilia alla Germania

Luigi Pirandello nasce nel 1867 a "Girgenti" (l'attuale Agrigento) in una famiglia della ricca borghesia agiata. Il padre Stefano e aveva combattuto al fianco di Garibaldi, mentre la madre Caterina proveniva da una famiglia da sempre impegnata in politica. Il suo percorso accademico è movimentato: ad Agrigento compie i primi studi e frequenta il liceo, inizia l'università a Palermo, si sposta a Roma e infine conclude gli studi in Germania, all'università di Bonn. Questo soggiorno tedesco è fondamentale: qui entra in contatto con la filosofia tedesca e si laurea in filologia romanza con una tesi sul dialetto di Agrigento (Suono e sviluppo dei suoni girgensi).

Nel 1892 si trasferisce a Roma, dove inizia a scrivere i primi romanzi (come L'esclusa), pubblica la prima raccolta di novelle Amore senza amore (1894) ed entra in contatto con l'ambiente letterario, conoscendo Luigi Capuana.

Il Crollo Economico e il Dramma Familiare

La vita di Pirandello cambia drasticamente nel 1903. Fino a quel momento aveva condotto un'esistenza agiata grazie alle rendite familiari e al matrimonio con Maria Antonietta Portalano. Tuttavia, nel 1903 si verifica l'allagamento della zolfatara (miniera di zolfo) del padre, in cui erano stati investiti tutti i capitali, compresa la dote della moglie. Questo evento causa un tracollo economico e una "declassazione" sociale.

Le conseguenze sono drammatiche su due fronti:

  1. Lavorativo: Per mantenere la famiglia, Pirandello è costretto a intensificare freneticamente il lavoro. Insegna e scrive moltissimo: novelle, romanzi e anche soggetti per film, che riscuotono molto successo.
  2. Familiare: La moglie, psicologicamente fragile e tendente alla depressione, non regge il colpo del disastro economico. Scivola nella follia (diventando paranoica e gelosa), rendendo la vita domestica un inferno, tanto che Pirandello sarà infine costretto a ricoverarla in una clinica.

Il Teatro e la Fama Mondiale

Inizialmente Pirandello scrive opere teatrali in uno o due atti (come Lumie di Sicilia nel 1910), ma dal 1915 si dedica a drammi in tre atti che rivoluzionano la scena teatrale (il periodo dei "drammi grotteschi" come Così è (se vi pare) e Il giuoco delle parti). Egli interpreta la Prima Guerra Mondiale come una continuazione delle guerre risorgimentali.

L'anno della consacrazione è il 1921, con la pubblicazione di Sei personaggi in cerca d'autore.

L'Adesione al Fascismo e gli Ultimi Anni

Pirandello diviene direttore del Teatro d'Arte di Roma e prende una decisione politica controversa: si iscrive al PNF (Partito Nazionale Fascista). La sua adesione non è ideologicamente allineata al regime in toto, ma motivata dalla speranza che il fascismo portasse "ordine" e che fosse un movimento anti-borghese, capace di spazzare via le vecchie convenzioni e l'ipocrisia della società liberale.

Negli ultimi anni si dedica a riordinare la sua immensa produzione nelle raccolte Maschere nude (teatro) e Novelle per un anno (racconti). Nel 1934 riceve il Premio Nobel per la letteratura. Muore di polmonite nel 1936, mentre assiste alle riprese del film tratto dal suo romanzo Il fu Mattia Pascal.

Poetica

Il Vitalismo: Il Contrasto tra Vita e Forma

Il nucleo centrale del pensiero pirandelliano è il Vitalismo. Pirandello concepisce la vita non come qualcosa di statico, ma come un flusso continuo, una "lava incandescente" in perenne trasformazione. Da qui nasce il dramma dell'uomo: