Umberto Saba nasce a Trieste nel 1883 con il nome di Umberto Poli. La sua infanzia è segnata da una profonda frattura familiare che influenzerà tutta la sua vita e la sua opera:
Il padre ****Ugo Poli abbandona la famiglia prima ancora che il figlio nasca. Saba lo incontrerà solo all'età di vent'anni, definendolo un uomo "farfallone" e inafferrabile. La madre Rachele Cohen, di origine ebraica, è una figura rigida e fredda con cui il poeta avrà sempre un rapporto difficile. A causa delle difficoltà materne, Umberto viene affidato a Peppa Sabaz, una balia che lo cresce con immenso affetto e che rappresenta per lui l'unico vero periodo di felicità infantile. Quando la madre lo riprende con sé, il distacco dalla balia è vissuto come un trauma, che lo porterà a cercare rifugio presso la Zia Regina.
Nel 1909 sposa Carolina Wölfler, nota nelle sue poesie come Lina, che diventerà la figura centrale e il punto di riferimento di tutta la sua produzione. L'anno successivo nasce la figlia Linuccia. Nel 1911 adotta ufficialmente lo pseudonimo Saba. Le origini di questo nome sono legate a due possibili ipotesi:
In gioventù frequenta l'ambiente culturale di Firenze e la rivista La Voce, pur mantenendo sempre un'identità artistica molto personale e isolata rispetto alle avanguardie.
Dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale (svolgendo però servizi non di prima linea), Saba rientra a Trieste e apre una libreria antiquaria. Questo luogo non è solo un'attività commerciale, ma diventerà il vero centro vitale e intellettuale del poeta per gran parte della sua esistenza.
Nel 1929, a causa di profonde crisi personali, inizia un percorso terapeutico con Edoardo Weiss, un allievo diretto di Freud. Come già accaduto per Svevo, l'incontro con la psicoanalisi è determinante: Saba non la vede tanto come una cura medica risolutiva per la sua nevrosi, quanto come uno strumento straordinario di conoscenza e indagine dell'animo umano.
L'esistenza di Saba subisce un duro colpo nel 1938 con la promulgazione delle leggi razziali fasciste. Essendo di origine ebraica per parte di madre, è costretto a cedere formalmente la sua amata libreria all'amico Carlo Cerne. Nel 1943, con l'occupazione tedesca, la situazione si fa drammatica: scappa da Firenze e vive in clandestinità per sfuggire alla deportazione. Riesce a salvarsi grazie all'aiuto di Eugenio Montale, che lo ospita e lo nasconde a casa sua.
Dopo la fine della guerra, tenta di stabilirsi a Milano cercando collaborazioni editoriali, ma senza grande successo. Gli ultimi anni sono segnati dalla malattia e dal ricovero in una clinica a Gorizia, dove muore nel 1957.
La poetica di Umberto Saba si fonda su un concetto cardine che egli definisce "poesia onesta", espresso nel suo saggio fondamentale del 1911, Quello che resta da fare ai poeti.